I brividi del venerdì: Quattro dopo mezzanotte_ Il Fotocane _ Ciclo di Halloween

Nel caso non ve ne foste accorti, stanotte è Halloween! Avete preparato i costumi da indossare? E i sacchetti in cui mettere i dolcetti? E la fotocamera/i-phone con cui scattare le foto della serata? Sì? Bene, ma state attenti.
Se al posto del vostro amico ubriaco dovesse apparirvi raffigurato un enorme cane nero…datemi retta…SCAPPATE!

 

 Il Fotocane

Per il giorno del suo quindicesimo compleanno, Kevin riceve in regalo la tanto desiderata macchina fotografica e subito decide di inaugurarla con un ritratto di famiglia. Mr e Mrs Delevan e la sorellina Megan si mettono in posa, un bel sorriso e click! La foto viene sputata fuori dalla polaroid, ma invece della famiglia attorno alla torta, i Delevan si ritrovano a fissare un cane nero davanti ad un vecchio steccato bianco. Che diavoleria è mai questa? Che sia un difetto? Uno strano scherzo? Kevin continua a scattare foto, a vari soggetti in posti diversi, ma il risultato è sempre lo stesso: il cane nero davanti allo steccato.
Desideroso di scoprire cosa si cela dietro quello strano fenomeno, Kevin porta la sua Sun 660 al negozio di Pop Merrill, una sorta di factotum della città. Ma nemmeno Pop è in grado di svelare il mistero che si cela dietro la macchina fotografica. Osservando meglio le foto, però, Pop e Kevin scorgono qualcosa di strabiliante: il cane della foto non è fermo! È un cambiamento impercettibile eppure evidente: foto dopo foto, il cane cambia posizione, fino a che non si accorge di essere fotografato. E allora inizia a mostrare i denti.
Kevin comincia a intuire il pericolo della macchina e decide di sbarazzarsi dell’oggetto prima che quell’essere mostruoso che si cela al suo interno si sbarazzi di lui. Ma Pop ha in mente altri progetti…

Quattro dopo mezzanotte, caveat emptor

Il fotocane è un racconto ambientato a Castle Rock, vi dice niente?
Come spiega King nell’introduzione, Il fotocane è una sorta di punto d’incontro tra due romanzi: Cujo e Cose preziose.
Durante l’arco del racconto, infatti, il fotocane viene paragonato ad un altro cane, un sanbernardo per la precisione, famoso nella cittadina per aver provocato morte e scompiglio, Cujo, appunto.
Qui il riferimento è palese, mentre per quanto riguarda Cose preziose è molto più latente, anche perché ai tempi della stesura del racconto, il romanzo non era ancora stato pubblicato.
Ne Il fotocane facciamo così, per la prima volta, conoscenza con lo sceriffo Pangborn, Polly e Pop Merrill, che risulta essere lo zio di Ace in Cose preziose.
La tecnica del crossover è spesso usata da Stephen King, che si diverte nell’intrecciare tra loro fatti/personaggi/luoghi di diversi romanzi; personalmente ‘odi et amo’ questo espediente narrativo perché se da un lato provo una sorta di esaltazione nel riconoscere e rincontrare vecchi personaggi, dall’altro mi innervosisce quando i fatti di cui si parla sono avvenuti in romanzi che ancora non ho letto (in questo caso Cujo).

Altra peculiarità di King è la modalità con la quale si ha la rottura dell’equilibrio iniziale dei personaggi; due, infatti, sono le situazioni che solitamente portano il protagonista alla complicazione della storia: o il tizio in questione se la va letteralmente a cercare (e allora vien da sé che se lo merita), oppure il tizio è semplicemente un povero sfigato che, meramente per caso, si ritrova ad aver a che fare con orribili avversità ( al che, un pensiero spontaneo subito emerge: “ma perché, poveraccio, proprio a lui?”)
E’ il caso di Kevin, quindicenne con la testa a posto, che, come regalo di compleanno, si ritrova tra le mani una macchina “stregata” molto pericolosa.
Rientra invece nella prima categoria Pop Merrill; avido strozzino e furbo come una faina, Pop decide di tenersi la macchina per avidità, sperando di venderla a qualche stralunato appassionato di esoterismo, ma sfortunatamente per lui nessuno sembra interessato.
Pop è persino consapevole del pericolo della macchina ma non gli importa. L’unica cosa che conta sono i soldi. È abbastanza scontato che da agente diventi agito, succube della malia della macchina che ormai è sempre più potente.

Di nuovo, poi, come in Il Poliziotto della Biblioteca, notiamo come i sogni siano la chiave ricorrente di King per permettere al protagonista di trovare la soluzione al suo problema; è proprio grazie ai suoi incubi se Kevin riesce a capire come fermare il fotocane.
D’altronde, la notte porta consiglio, no?

Conclusioni

Dopo ben tre lunghi (e quando dico lunghi, intendo lunghi) racconti, devo ammettere che ho fatto fatica a leggere quest’ultima storia; non perché non fosse meritevole come le altre, ma forse arrivare a quota quattro, tutto di seguito, è stato troppo per me. Devo ammettere comunque che è stato il racconto che mi ha coinvolto di meno.
I migliori restano senz’altro I langolieri e Finestra segreta, giardino segreto.

Voto: ★★★

Il ciclo di Halloween dei “brividi del venerdì” finisce qui ( alleluia!). Mi raccomando, divertitevi stanotte, recitate ‘trick or treat’, ma non fate troppo tardi: dopo la mezzanotte possono accadere fatti strani e misteriosi!
Buonanotte e sogni…da paura! 😉

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