Giovedì: libero _ Uscite in libreria: Ottobre 2015

Con ottobre arrivano i primi freddi e il mio unico desiderio è quello di restare in casa a poltrire, avvolta nei golfini della nonna, una tazza calda di tè/latte/caffè e un buon libro come amici del cuore.
E a proposito di libri, in questo mese ventoso e arancione vediamo il ritorno di Zerocalcare, due antologie di racconti e due romanzi interessanti.

Gialli d’inverno
AA.VV.

280 pp
16 €
Einaudi

Una cena per festeggiare mentre fuori nevica, amici e parenti più o meno graditi seduti intorno a un grande tavolo, quale miglior regalo per un assassino? Lo sa bene Agatha Christie che manda Poirot a passare il Natale nella campagna inglese, dove un gioco tra nobili decaduti e annoiati si trasforma in un caso di omicidio che l’ispettore dovrà risolvere con la consueta ironia. Che il Natale sia un affare da poliziotti lo sa anche il capitano Leopold creato da Edward Hoch, perché il crimine organizzato non ama le buone azioni neanche il giorno della vigilia e i detective devono rinunciare al camino, al vischio e alla calza per impugnare la pistola. E il gelo di un inverno particolarmente rigido non fa perdere al Padre Brown di Chesterton l’incrollabile ragione che ogni volta lo aiuta a smascherare un assassino. Così come il vento di ghiaccio di una notte londinese non intorpidisce l’intuito di Sherlock Holmes che esaminando le impronte rimaste sulla neve scoprirà la verità sul furto di un prezioso diadema.

Donne allo specchio
I più bei racconti della letteratura italiana al femminile
Guido Davico Bonino

16,50 €
BUR

Autrici rimaste nell’ombra, di cui per decenni la letteratura non si è interessata, non prima dei movimenti femministi degli anni Sessanta. Oggi più che mai i tempi sono fertili per ritrovare le penne più interessanti della nostra storia letteraria al femminile, che tra gli inizi dell’Ottocento e gli anni Quaranta del Novecento è stata particolarmente fertile. Guido Davico Bonino ci accompagna in questa esplorazione con la consueta precisione filologica, attraverso i racconti di autrici quali Matilde Serao, Grazia Deledda, Ada Negri e altre, fino alle meno conosciute Neera, Maria Messina, Mura. Regalandoci un’antologia unica di letture per donne, e per fanciulle, scritte dalle migliori autrici italiane.

L’elenco telefonico degli accolli
Zerocalcare

192 pp
17 €
Bao Publishing

“L’elenco telefonico degli accolli” è la seconda raccolta delle storie apparse su zerocalcare.it. Dolceamaro, come è nel suo stile più intimo, Zerocalcare si racconta ripercorrendo le storie degli ultimi due anni del blog, tra cui le ormai classiche “Salva ogni cinque minuti”, “Quando muore uno famoso”, “I litigi su internet” e “Il demone della reperibilità”.

L’isola dell’infanzia
Karl Ove Knausgard

496 pp
20 €
Feltrinelli

Una famiglia di quattro – madre, padre e i due figli – si trasferisce sull’isola di Tromøya, al largo della costa meridionale della Norvegia, in una casa nuova. Sono i primi anni settanta, i bambini sono piccoli, i genitori giovani e il futuro aperto. Dagli immensi boschi carichi di promesse e misteri, meta prediletta delle scorribande del piccolo Karl Ove, descritto con ossessiva meticolosità, si apre l’appassionato racconto delle sue esperienze e scoperte. La felicità della scuola e lo sforzo per trovarvi un proprio posto; le gratificazioni e le frizioni dell’amicizia; l’eccitazione della vita all’aria aperta con le sue avventure; l’incontro con l’amore, le sue gioie, le sue amarezze; i vestiti, la lettura, la musica, lo sport; e, soprattutto, la famiglia, con le sue due figure antagoniste, l’una più sfumata, l’altra onnipresente: confortevole e serena la madre, autoritario e terrificante il padre, sempre vigile, sempre pronto a esaminare e sanzionare con violenza qualsiasi scivolata. L’isola dell’infanzia è un romanzo sulla famiglia, la memoria e su come non possiamo mai veramente diventare quel che vorremmo.

A fuoco
Arthur Miller

240 pp
22 €
Einaudi

Lawrence Newman è un uomo di mezz’età che vive con la madre e lavora come direttore del personale in una grossa azienda di Manhattan. All’apparenza pago della sua esistenza piatta e ripetitiva, è però segretamente elettrizzato dalla violenza delle scritte antisemite che legge in metropolitana e dall’insofferenza rabbiosa che i vicini mostrano nei confronti degli ebrei. Soffre infatti di un grave abbassamento della vista, ma, nonostante i problemi e gli imbarazzi che la cosa gli provoca, è restio a mettersi gli occhiali. Il motivo è semplice: le lenti gli danno un’aria da ebreo. Il suo nuovo aspetto gli fa perdere in poco tempo il lavoro, ma dopo una lunga e dolorosa presa di coscienza, lo metterà in condizione di vedere più chiaramente dietro le apparenze e di rivalutare, in un crescendo drammatico di umiliazioni e sopraffazioni, il rapporto con la donna che ha sposato, con i vicini di casa e con la società, spingendolo, a “rivedere le proprie convinzioni sugli ebrei”.

(Trame riportare dai vari siti promotori)

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